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Giugno 2010.
La Settimana della Moda si tinge di rosso. Un modello francese si uccide, buttandosi da un palazzo. Rischiando di guastare gli aperitivi di tutti gli addetti al settore riunitisi nella Capitale del Lusso e dello Sfarzo. Meglio non pensarci, non mollare gli stuzzichini. Non v’è tempo neanche per fermarsi a chiedere cosa sia giusto fare: la ben oleata macchina della Moda deve andare avanti, le sfilate devono continuare.
Così si fa finta di nulla, il baraccone continua. Aveva scelto di far parte di un mondo spietato, sarebbe irrispettoso non essere spietati con lui ora.
Tanto poi, d’inverno tornerà immancabilmente il nero.
USCITO VENERDì SCORSO NELLE SALE ITALIOTE E’ GIA’ RECORD!
Successo di incassi al botteghino per
I Love Shopping Forsennatamente:
Il film tratto dal famoso libro che ha ispirato la più grande crisi economica degli ultimi ottanta anni.

La storia non potrebbe essere più semplice.
Rebecca, questo il nome della protagonista (che per altro non potrebbe essere più semplice), è traumatizzata da un’infanzia piccolo-borghese: una casetta piccola ma accogliente, pochi giochi, tanti libri e niente Tv, ma soprattutto una madre affettuosa che, nonostante tre diversi impieghi, non riesce a comperarle abiti che non siano in saldo. Quella che si dice “una vita semplice”.
Diventata adulta e coscienziosa, decide di svuotare tutti i negozi di New York.
Per vendetta. (un piano diabolico che meraviglia per la sua semplicità).
Ancora una volta la Grande Mela fa da sfondo alla triste ma luccicante vicenda, dimostrando tre cose:
1 – Se il/la protagonista della storia deve recarsi a fare acquisti, la storia deve essere ambientata a New York, ed in nessun’altra città al mondo.
2 – Al pubblico di Sex and the City e del Diavolo Veste Prada possono essere presentati infinite varianti dello stesso zuppone paillettoso.
3 – E’ possibile trovare dei critici cinematografici che, stregati dalla fascinosa metropoli statunitense, scrivano cazzate tipo: “E’ la città dove le donne si affermano, vivono esistenze “alla moda”, imparano a vestirsi come nessun’altra e affrontano la vita in equilibrio su un paio di Manolo Blahnik o di Jimmy Choo“
Negli ultimi anni, la figura di questa acquistatrice compulsiva protagonista dell’omonimo libro, è stata d’ispirazione per milioni e milioni d’americani che hanno trovato il coraggio di inseguire un sogno: case di lusso piene di armadi e scarpiere imbottiti di abiti con tasche stracolme di accessori costosissimi, di dubbio gusto ma di marca, ovviamente prodotti in Cina.
La morale è, ovviamente, molto semplice: Tutto è possibile. Basta non pensare alle conseguenze. Quindi COMPRATE, COMPRATE, COMPRATE..tanto a rimetterci sarà qualcun altro, dall’altra parte del mondo (forse).
